“Ricordo con gioia i tempi in cui ero bambina fanciulla, quando ancora mi era concesso maravigliarmi nel vedere le foglie d’autunno unite nell’affrontare la comune decadenza, ma separate dal destino che l’acido desossiribonucleico aveva loro assegnato. E quando d’estate ognuna verde si mostrava, ora una era gialla e un’altra rossa e un’altra marrone, e tutte mi parevano stupende nella loro diversità. Poi venne il tempo della mia adolescenza e la scoperta di Dolce & Gabbana, finì la meraviglia per le cose, ma fu una rinuncia il cui prezzo fu volentieri pagato: ebbi esperienze che mi fecero crescere, diventare una donna, la donna che sono. E ora sapevo cos’è il Giusto e il Sbagliato, conobbi nuove leggi, né più le abbandonai. Ora sapevo: è Giusto il girocollo, Sbagliato il colletto, è Giusta la lana, Sbagliato il cotone, sono Giuste le maglie rosse, Sbagliate quelle gialle, e per le maglie marroni chiedete a Versace…”.
MANUELA ARCURI
(da VERISSIMO, in risposta alla domanda: “Ma invece di contorcerti in quel modo per accenderti una sigaretta quando c’è vento, non faresti prima a comprarti uno di quei bei accendini a benzina?“)

Indaffarati come sono a fornire conferme e smentite in tesissime conferenze stampa fra cosce e zanzare, e nebbia e locali in cui dai via’l cu’, i leccapiedi del leader maximo ultimamente sembrano convergere su un concetto: “Lui dice quello che la gente pensa”, affermano in coro per giustificare le cazzate del Capo. Davvero? Non credevo? Ciccio Silvio ha l’abitudine di dire le stesse cose che la gente pensa? Ha cominciato a mandarsi a fanculo da solo? Non credo, a quanto mi risulta. Forse si confondono, poverini. Sai, lo stress. Magari volevano dire: “Lui dice alla gente quello che deve pensare”. Chissà. Siamo in attesa di una conferma o di una smentita.